Rinnovo CCNL sanità privata: ”Vergogna”

Sanità privata e Rsa: sindacati confermano sciopero del 18 giugno

Quello che sta accadendo in queste ore sul rinnovo del contratto nazionale di lavoro della sanità privata convenzionata Aris Aiop, si racchiude in una sola parola “Vergogna“.

Ora è arrivato il momento perché le organizzazioni sindacali a livello di ogni singola regione lottino unite per bloccare il tentativo del dumping Contrattuale; mentre a livello nazionale si deve aprire un confronto con il Ministro e con la conferenza stato Regione per avviare un confronto/ verifica sulle dotazioni organiche,sull’appropriatezza dei ricoveri, sulla tipologia dei contratti dei medici e del personale che lavora nelle strutture in appalto con le cooperative e le agenzia, etc.

Bisogna discutere dell’ appropriatezza delle prestazioni sanitarie, e degli standard strutturali, etc. Bisogna fare in modo che tutti gli imprenditori privati che pensano di dettare le regole della sanità nelle regioni al contrario si devono trovare ad affrontare le procedure di revoca delle convenzioni.

La nostra azione sindacale deve essere finalizzata a far lavorare bene i LAVORATORI e offrire maggiore sicurezza ai pazienti.
Dobbiamo lavorare perché si riduca sempre più la fetta di sanità convenzionata nelle regioni. La sanità deve tornare ad essere gestita dal servizio pubblico dobbiamo lavorare seguendo la scia di quanto già
fatto per autostrade.

Questo atteggiamento di ARIS AIOP è un atto vergognoso sul piano morale e di corrette relazioni politiche e sindacali. È chiaro a tutti che questa ostilità verso i lavoratori che aspettano un rinnovo da 14 anni da parte degli imprenditori è finalizzata solo a fare maggiori utili; ed è chiaro a tutti che vogliono maggiori risorse per compensare le perdite causate dai mesi di contrazione delle prestazioni per l’emergenza covid 19.

Dobbiamo rifiutare questo gioco d’azzardo e preparare una contromossa forte. La decisione dell’associazione datoriale della sanità privata laica e di quella religiosa, dopo aver annunciato di non voler apporre la firma definitiva sulla preintesa sottoscritta il 10 giugno scorso, pone un problema serio nel ruolo della contrattazione Nazionale.

Ormai è chiaro che il vero motivo della mancata firma sta non solo nella richiesta dell’aumento delle tariffe e del budget, ma soprattutto vogliono incassare risorse pubbliche fresche prima di rispettare il contratto di convenzione sottoscritto con le varie Regioni.

Un velato ricatto che rischia di portare all’impasse il sistema sanitario regionale di cui la sanità accreditata rappresenta una grossa fetta e rischia di mettere in gravissima difficoltà oltre 250mila famiglie che, insieme ai colleghi delle strutture pubbliche, hanno fin qui tenuto in piedi le prestazioni di cura e assistenza anche durante la pandemia nonostante i diritti negati.

Chi fa servizio pubblico non può fare dumping. Chi è pagato con soldi dei contribuenti deve essere in regola con le leggi e con i rinnovi di contratto e deve rispettare le convenzioni e soprattutto il diritto dei lavoratori al sacrosanto aumento salariale e alle loro tutele”.

La Regione ABRUZZO cosi tutte le Regioni devono intervenire subito: bisogna fare chiarezza, una volta per tutte, sulla conseguenza che devono ricadere su chi non onora le regole basilari del Ssr.

Non ci può essere accreditamento con il sistema pubblico per chi vuole giocare e arricchirsi a fare utili sulla pelle dei propri dipendenti e dei cittadini”.

“I lavoratori della sanità privata, e ribadisco a questo punto che dobbiamo pretendere di firmare un solo contratto e inserire anche i centri di riabilitazione aris rsa e aiop rsa perché anche i lavoratori delle piccole strutture sanitarie convenzionate si sono stra-guadagnati il diritto ad avere il rinnovo del contratto. Hanno dato prova di fronte a tutta la popolazione Italiana ed Europa di uno spirito di servizio e di un senso di responsabilità straordinario. Le nostre professionalità sono insostituibili e deve essere garantito il riconoscimento economico e contrattuale che è dovuto loro. La Regione Abruzzo e tutte le Regioni che hanno competenza esclusiva sulla regolamentazione e il finanziamento del Ssr, non possono restare a guardare”.

“L’accordo nazionale prevede che entro luglio i lavoratori della sanità privata abbiano un nuovo contratto. Se così non sarà, dobbiamo preparare unitariamente una lotta politico sindacale che apra la stessa battaglia già affrontata con autostrade perché i lavoratori della sanità privata convenzionata stanno vivendo una grave ingiustizia”.

Daniele Leone Coordinatore Regionale CGIL FP Sanita Privata convenzionata Abruzzo Molise

Redazione Nurse Times

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