Piemonte: tampone obbligatorio per gli infermieri che si assentano dal lavoro per più di 5 giorni causa ferie o altri motivi

Piemonte: tampone obbligatorio per gli infermieri che si assentano dal lavoro per più di 5 giorni per ferie o altri motivi

Infermieri, operatori sociosanitari, medici e badanti che rientreranno in Piemonte dopo le tanto attese ferie estive dovranno obbligatoriamente essere sottoposti al tampone per il Covid-19.

La Regione aveva già preannunciato il provvedimento rivolto ai 430.000 cittadini stranieri residenti in caso di ritorno da una vacanza o un periodo all’estero.

Ieri la giunta Cirio, dopo essersi confrontata con i consolati, ha approvato regole ancora più rigide: chi torna in Piemonte dopo aver soggiornato o essere anche solo transitato nei Paesi a rischio di contagio Covid, soprattutto Romania e Bulgaria, dovrà comunicarlo al proprio medico di medicina generale o al Servizio di Igiene e sanità pubblica, compilando un apposito modulo che potrà essere scaricato dal sito della Regione. Succesicamefne dovrà essere sottoposto a 14 giorni in isolamento fiduciario.

I parametri saranno ancora più ferrei per chi lavora nel campo della sanità o dei servizi alla persona, come medici, badanti, infermieri, operatrici socio assistenziali.

Al rientro dalle vacanze, «ovunque sia stato, oppure se si è assentato dal lavoro per più di cinque giorni consecutivi anche non lavorativi, per qualsiasi ragione dovrà compilare obbligatoriamente il modulo di autocertificazione e trasmetterlo al datore di lavoro». Poi tutti saranno sottoposti al tampone e potranno tornare al lavoro solo se il risultato sarà negativo.

«Abbiamo voluto introdurre due irrobustimenti che riguardano in particolare gli operatori della sanità e dei servizi socio-sanitari e assistenziali, per la delicatezza di queste professioni che sono a contatto con le fasce più fragili ed esposte della popolazione», precisa Cirio. L’assessore regionale alla Sanità Luigi Icardi spiega: «Si tratta di una misura prudenziale, ma necessaria perché sull’incremento dei nuovi contagi c’è un impatto rilevante dei casi importati, soprattutto dai Paesi che in questo momento hanno una situazione epidemica particolarmente critica».

Non può rientrare sul tutto il territorio nazionale chi proviene da Armenia, Bahrein, Bangladesh, Bosnia, Brasile, Cile, Kosovo, Kuwait, Mancedonia del Nord, Moldova, Montenegro, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana e Serbia. Nei giorni scorsi le nuove disposizioni sono state comunicate ai consoli dei vari Stati.

«Con le autodichiarazioni e certificazioni sulle quarantene diamo ai lavoratori stranieri le certezze e le garanzie che i consolati giustamente ci chiedevano – puntualizza l’assessore Maurizio Marrone -, e con i tamponi agli operatori della sanità e dell’assistenza e i posti nelle residenze universitarie senza costi per il pubblico garantiamo l’incolumità dal rischio contagio dei tanti anziani assistiti dalle badanti. Con questo nuovo metodo di collaborazione con le autorità diplomatiche diamo regole e sicurezza agli stranieri integrati che lavorano in Piemonte».

Dott. Simone Gussoni

Fonte: La Stampa

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