Il brainstorming e la sua inefficacia

Il metodo del brainstorming (traducibile in lingua italiana come assalto mentale, ma solitamente nota in maniera erronea come cervello in tempesta) iniziò a diffondersi nel 1957, grazie al libro Applied Imagination del dirigente pubblicitario Alex Faickney Osborn.

In infermieristica il brainstorming viene utilizzato nel  problem solving, come strumento che permette di prendere una decisione dopo aver esaminato la più vasta gamma di soluzioni possibile, generando una lista di idee, in un clima in cui ogni partecipante è coinvolto attivamente a esprimere il proprio pensiero, senza pregiudizi e critiche da parte del team.

Numerosi studi, però hanno da tempo dimostrato che tutte le tecniche più comuni usate per incentivare la creatività di un gruppo di lavoro non solo non funzionano ma hanno, spesso, un impatto negativo.

Nel brainstorming gli individui con maggiori capacità dialettiche e una spiccata personalità riescono spesso a sovrastare gli altri partecipanti e in taluni casi a imporre il proprio punto di vista;  inoltre le persone non creative hanno poca autostima e un potente ufficio censura interiore.

Il processo creativo non deve per forza essere  sviluppato in gruppo, può essere svolto da un singolo individuo attraverso  il  “brainsailing“, “veleggiando col pensiero” in modo da poter cambiare rotta quando lo si vuole anziché sbattere tra le onde di una tempesta (storm).

Le idee creative e le soluzioni ai problemi difficili non nascono mai attraverso dei “lampi di genio” ma attraverso una analisi critica.

Nurse24.it

Powered by WPeMatico

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *