Codice Deontologico Infermieri: secondo uno studio l’84% dei colleghi vuole abrogare l’Art. 49

LECCE. “L’infermiere nell’interesse primario degli assistiti, compensa le carenze e i disservizi che possono eccezionalmente verificarsi nella struttura in cui opera. Rifiuta la compensazione, documentandone le ragioni, quando sia abituale o ricorrente o comunque pregiudichi sistematicamente il suo mandato professionale”; è questo l’Articolo 49 del Codice Deontologico degli Infermieri che è alla ribalta in questi ultimi giorni.

La questione è stata portata alla luce dagli infermieri dell’IPASVI di Pisa, che si sono schierati in prima linea per l’abrogazione dell’Articolo 49, poiché avalla il demansionamento degli infermieri. Ma cosa ne pensano in realtà i colleghi sparsi in tutta Italia? E’ per dare una risposta a questa domanda che il Direttore della Comunità Facebook “Essere Infermiere”, Lorenzo Petrucci (Infermiere), con la coordinatrice dello staff, Alessia Margarito (Infermiera), hanno deciso di dar voce agli infermieri attraverso un questionario online.

SchemaPetrucci

I dati raccolti da “Essere Infermiere” sono chiari: via l’Art. 49 del C.D.I.

L’obiettivo dello studio, condotto dal 20 al 27 aprile 2016, è stato quello di valutare statisticamente cosa ne pensano gli infermieri riguardo l’articolo 49: se sono favorevoli all’abrogazione completa, oppure solo all’eliminazione del periodo “L’infermiere nell’interesse primario degli assistiti, compensa le carenze e i disservizi che possono eccezionalmente verificarsi nella struttura in cui opera”, oppure a non abolirlo; è stata richiesta inoltre la città in cui lavorano.

Il questionario ha raccolto 522 risposte, provenienti da tutta l’Italia, per citare alcune città: Roma, Napoli, Messina, Sassari, Genova, Bologna, Lecce, Chieti, Venezia, Civitanova Marche, Bari, Foggia e Milano: l’84,5%  è favorevole all’abrogazione completa dell’Articolo 49, il 9% all’eliminazione del primo periodo ed infine il 6,5% a non abolirlo.

La schiacciante vittoria del “SI” nasce dalla volontà di rivalsa degli infermieri italiani, che sono sempre più spesso vittime di un Sistema Sanitario al collasso. Sono sottoposti ad un declassamento per coprire qualsiasi tipo di disservizio nell’assistenza sanitaria all’interno della realtà in cui operano. E’ proprio a causa di tutto che ciò, che può venir meno la qualità dell’assistenza infermieristica.

Motivare gli infermieri, esaltandone le qualità e permettendo loro di svolgere la vera Assistenza Infermieristica, è il primo passo per una rivalsa della professione.

Articolo a cura di Alessia Margarito, coordinatrice dello staff di “Essere infermiere” e del direttore Petrucci sempre in prima linea per la tutela e valorizzazione della Professione.

Gli infermieri che hanno risposto al questionario provengono da: Roma, Palermo, Sassari; Genova, Catanzaro, Ragusa, Caserta, Bologna, Foggia, Terni, Trento, Bari, Modena, Chieti, Salerno, Ancona, Latina, Catania, San Severo, Messina, Torino, La Spezia, Faenza, Scorrano, Venezia, Carbonia, Brescia, Sant’Arsenio, Oristano, Bisceglie, San Giovanni Rotondo, Pisa, Senigallia, Trapani, Cicagna, San Donato Milanese, Lecce, Civitanova Marche, Vimercate, Livorno, Carate B., Mortara, Lanuvio, San Bonifacio, Maleo, Lamezia Terme, Pavia,Reggio Calabria, Vibo Valentia, Pescara, Partinico, Ladispoli, Rho, Vigevano, Cosenza, Rovigo, Assisi, Forlì, Taranto, Prato, Imola, Ancona, Caltanissetta, Cagliari, Bari, Milano, Viareggio, Monza, Rivoli, Arezzo, Monza, Biella, Cerignola, Lucca, Montepulciano, Siracusa, Barcellona P.G., Firenze, Caltagirone, Gallarate, Verbania, Gavardo, Cremona, Piacenza, Ferrara, Porto Torres, Spoleto, Alatri, Matera, Gravina in Puglia, Gavinana, Brindisi, Vicenza, Voghera, Siena, Trento, Montefiascone, Napoli, Bosa e Bergamo.

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