Chi potrebbe avere paura dell’infermiere?

“Assumere persone intelligenti e dargli ordini
non ha alcun senso.
Noi assumiamo persone intellingenti affinchè siano loro
a dirci cosa fare”
Steve Jobs

La professione infermieristica è ormai riconosciuta (almeno dalla legge) come intellettuale e l’Infermiere è il professionista sanitario responsabile dell’assistenza.
Quotidianamente ci si trova ad operare nel sistema sanità garantendo un servizio quanto più competente ed eccellente possibile nonostante tutte le difficoltà dovute a problemi di turnover, organizzativi e di risorse, ma il professionista infermiere sembra non essere quel valore aggiunto da cui tutto il sistema trae vantaggio, anzi per alcuni aspetti sembra che si nutrono sentimenti di avversione che non valorizzano la professione.
Viene da chiedersi quali siano le cause.
Prima di tutto bisogna ricercare all’interno della professione stessa nella quale una parte di professionisti (quelli formati prima del DM 509/1999) non hanno ancora metabolizzato la presa di coscienza del loro status professionale; un’altra causa è dovuta a chi ci rappresenta ossia i Collegi caratterizzati da lunghi incarichi e poco turnover, gestiti da infermieri a volte con la qualifica di dirigenti, e responsabili del percorso politico-istituzionale e gestionale della professione, i quali sono anche presenti nei corsi di laurea e preparano i futuri professionisti ad utilizzare procedure del vecchio mansionario.
Chi dovrebbe rappresentarci ama adagiarsi su comode poltrone circondato dall’effimero potere, incurante del loro gap esperienziale in termini di assistenza.
Considerando questi presupposti declino dal considerare l’approccio degli altri professionisti che con l’infermiere operano quotidianamente (altre professioni sanitarie, medici, psicologi…..)
Il cambiamento e la consapevolezza devono partire dall’interno della professione per capire sulla base di motivazioni ed ambizioni dove andare, di conseguenza l’infermiere verrà rispettato e valorizzato essendo una risorsa importante.

Chi conosce gli altri è sapiente; chi conosce sé stesso è illuminato.
(Lao Tzu)

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