Il caso dell’infermiera di Piombino. Il punto di vista dell’infermiere forense e legale

Ha avuto un forte impatto mediatico la notizia di ieri della scarcerazione dell’infermiera di Piombino Fausta Bonino, che era in carcere dal 31 marzo. Infatti il tribunale del Riesame di Firenze, secondo quanto scrivono Ansa e Tirreno, ha annullato l’ordinanza d’arresto. La donna era stata arrestata con l’accusa di aver provocato la morte di 13 pazienti del reparto di rianimazione dell’ospedale con Eparina.

La relazione della commissione regionale d’indagine, invece, parla di criticità soprattutto nella “gestione del rischio clinico. Il reparto doveva rendersi conto che 6 morti in cento giorni era qualcosa di anomalo”, anche se l’evento di un comportamento deliberato come questo è imprevedibile, il reparto di terapia intensiva dell’ospedale Villamarina di Piombino risulta avere un’organizzazione inadeguata e che anche per questo era stato sottovalutato il rischio. Ed è proprio analizzando questa relazione che si capisce come è importante un’efficace gestione del rischio clinico attraverso la comprensione del problema. Il rischio clinico è la possibilità che un paziente sia vittima di un evento avverso, cioè che subisca un qualsiasi danno o disagio, imputabile, anche se in modo involontario, alle cure mediche prestate durante il periodo di degenza. Le conseguenze cui il paziente potrebbe andare incontro vanno dal possibile prolungamento del periodo di degenza, ad un peggioramento delle condizioni di salute o, peggio, alla morte  del paziente stesso.

Il processo di governo clinico  si compie attraverso la predisposizione di sistemi di monitoraggio per costruire le condizioni clinico-organizzative necessarie a sviluppare efficaci processi assistenziali , attraverso l’identificazione, la valutazione, la classificazione e l’adozione di strategie di trattamento del rischio.

Anche il codice deontologico dell’infermiere all’art. 29 recita: “L’infermiere concorre a promuovere le migliori condizioni di sicurezza dell’assistito e dei famigliari e lo sviluppo della cultura dell’imparare dall’errore. Partecipa alle iniziative per la gestione del rischio clinico”.

Il processo che mira ad elevare la qualità e la sicurezza dei servizi sanitari è Il risk management ossia “l’insieme di varie azioni complesse messe in atto per migliorare e garantire la sicurezza del paziente, sicurezza basata sull’apprendere dall’errore” (cfr. Commissione tecnica sul rischio clinico, DM 5 marzo 2003, Il risk management in sanità. Il problema degli errori, Roma 2004)

Quindi il clinical risk management è l’approccio manageriale di identificazione e definizione di obiettivi di azione, pianificazione, direzione ed applicazione per la rilevazione e la eliminazione delle cause di rischio.

Importante aspetto del processo di gestione del rischio clinico è la  valutazione degli Eventi Sentinella, ovvero quegli eventi avversi di particolare gravità, che causano morte o gravi danni al paziente e che determinano una perdita di fiducia dei cittadini nei confronti del Servizio Sanitario.

La sorveglianza degli eventi sentinella, rappresenta uno strumento indispensabile per la prevenzione di tali evenienze e per la promozione della sicurezza dei pazienti.

Due sono le  possibilità di approccio al problema degli eventi avversi in sanità:

1- focalizzandosi sul comportamento umano come fonte di errore  e attribuendo l’incidente ad un comportamento aberrante. Concentrandosi quindi sul miglioramento della conoscenza e della formazione individuale.

o

2- focalizzandosi sulle condizioni nelle quali accade l’errore, noto come il risultato di un fallimento del sistema, inteso come insieme di elementi umani, tecnologici e relazionali.

Non sappiamo precisamente quale sia l’organizzazione dell’ospedale Villamarina di Piombino ma sicuramente emerge una carenza organizzativa  da arginare immediatamente per garantire elevati livelli di qualità e sicurezza attraverso la riorganizzazione della gestione del rischio clinico.

 

 

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